Riduci

ESPERIENZE PERSONALI :

 

Racconta Nicoletta:

 

Mia mamma era una casalinga. Sapeva fare tutto sarta cuoca elettricista muratore imbianchino

Forse proprio svolgendo i una di queste attività ‘ casalinghe’ ha respirato inconsciamente le fibre d’amianto che purtroppo le hanno causato il mesotelioma sarcamatoide e che l'ha portata alla morte in soli 35 giorni dal primo dolore.

Lei infatti raccontava di aver sentito come uno scoppio nei polmoni.

Era consapevole perchè diceva che il dolore era insopportabile e ha vissuto quei 35 giorni con tanti sedativi e morfina tanto che era spesso semi cosciente e dormiva sempre .

Ogni volte che ne parlo mi sembra che sia accaduto ieri .

Tutta la mia famiglia è rimasta attonita e sbalordita .. Mia mamma in 67 anni non aveva quasi mai visto il dottore !!

Questa terribile esperienza mi ha fatto vedere la vita con occhi nuovi . Vorrei aiutare chi sta soffrendo aiutando dando a loro conforto .

Inoltre vorrei dare voce al problema amianto perché in questi anni si è fatto ben poco ..

Mia mamma si chiamava Pierluigia Appiani …e aveva delle mani e un cuore ‘’ d’oro’’.

 

 

Racconta Carla :

 

Mio marito RIVA LUIGINO è mancato il 20/04/2015 all'età di 66 anni a causa di mesotelioma pleurico sarcomatoide.

La malattia si è manifestata nel gennaio 2014 e diagnosticata il 13/02/2014  a seguito di torocoscopia  con talcaggio e   biopsia.

Dopo tre cicli di chemioterapia e 26 sedute di radioterapia (tomoterapy) le tac di controllo davano stabilità di malattia. Poi un aggravamento improvviso a cui non abbiamo potuto rimediare.

Aveva lavorato alla Black & Decker di Civate, azienda che è stata bonificata dall'amianto tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014.

La malattia professionale non è stata riconosciuta nonostante la documentazione prodotta. Inconcepibile l'iter previsto per il riconoscimento di un diritto, disumano : sottoporre un malato a "interviste" da parte dell'Asl e dell'ufficio mesoteliomi volte ad individuare la fonte dell'esposizione.. Domande riguardanti eventi avvenuti trent'anni fa, domande a mio/nostro avviso poste con lo scopo di mettere in difficoltà  più che per far chiarezza.

Per questo motivo i miei figli ed io ci siamo rivolti ad un legale per una vertenza contro l'Inail.

Ho perso mio marito, i miei figli hanno perso il padre..non abbiamo più nulla da perdere, non ci fermeremo.

  

 

Racconta Caterina :

 

Il mio papà Bruno, cominciava a non sentirsi bene nel gennaio 2016; lamentava affanno, stanchezza e difficoltà respiratorie che all'ospedale di Seregno, curavano con antibiotici per due cicli, diagnosticando focolaio polmonare (senza l'ausilio di RX o quant'altro)

Una mattina, preoccupato e molto spaventato, mi chiedeva di accompagnarlo a Seregno per farsi vedere da chi l'aveva in cura, in quanto non riusciva a respirare .

Purtroppo quando arrivammo lì, lo rifiutarono perchè sprovvisto di appuntamento e ci indicavano il pronto soccorso di Carate B,za dove successivamente fù ricoverato trattandolo ancora con antibiotici, cortisone e antinfiammotori.

Dopo una ventina di giorni senza miglioramento, decidevano di spostarlo a Vimercate per farlo vedere da un pneumologo!

Aveva liquido nel polmone destro e lo sottoponevano a toracentesi con biopsia che rivelava quel KILLER SCONOSCIUTO: IL  MESOTELIOMA. 

Iniziava cosi, per il mio papà, un 'non ritorno' fatto di giorni molto difficili.

Lo dimettevano poi, suggerendoci di non tentare nemmeno la chemioterapia che lo avrebbe indebolito ancora di più, lo portammo a casa con l'ausilio di bombole d'ossigeno assistito anche da volontari delle cure paliative di Giussano, arrivammo alla sua dipartita il 6 di agosto 2016.

...........che dire? Certo ottantanni sono un buon traguardo , ma andarsene per colpa di gente senza scrupoli, NON E' ACCETTABILE!! 

Conosco per caso su internet (ero alla ricerca di notizie sul mesotelioma)  Cinzia Manzoni che mi incontra e mi racconta anche la vicenda analoga, che aveva vissuto il suo papà; a seguito anche altre conoscenze con le identiche esperienze e poi l'associazione GRUPPO AIUTO MESOTELIOMA fatto di tante persone che hanno a cuore il futuro di chi dovrà far i conti con questa malattia augurandoci che studiosi come il dottor Mutti e la sua equipe, con le loro ricerche, possano aiutare a sconfiggerla.

 

 

DA GIAMPIERO :

 

Mia mamma si chiamava Civilini Giusy, nata a Vercurago il 26 ottobre 1939 e morta di mesotelioma pleurico il 17 dicembre 2013 ( 74 anni ), pensionata.

Fino all’inizio del 2013, godeva di ottima salute: mai ricoverata, non assumeva medicinali, ottima forma fisica....

Primi sintomi a fine gennaio inizio febbraio 2013: mal di gola, febbre, catarro e in crescendo di difficoltà respiratorie.

Ricoverata a Lecco a fine febbraio. Viene diagnosticato mesotelioma pleurico sottotipo sarcomatoide a fine marzo.

Fra aprile e maggio 2 cicli di cisplatino e alimta nel reparto di oncologia a Lecco.

Giugno tac dove si registrava progressione.

Fra luglio e settembre 3 cicli di immunoterapia a Siena.

Tac e pet ad ottobre dove si riscontrava forte progressione.

Da novembre forte decadimento fisico. Presa in carico dalle cure palliative della asl di lecco.

Morta il 17 dicembre 2013.

Ultimo lavoro svolto 50 anni fa in un negozio e poi la casalinga …..eppure colpita ingiustamente da questa malattia legata all'amianto !!!

 

 

DA ANTONIO :

 

E’ passato un anno e mezzo, ma è come se fosse ieri.

Quando a mio padre Marcello, dipendente comunale, è stato diagnostico il mesotelioma pleurico, con il termine abbinato usato dai medici di “Prognosi infausta”, di questa patologia ne sapevo poco o nulla.

Conoscevo il problema dell’amianto, la sua pericolosità ed estrema nocività, ma come succede spesso, fino a quando non si è toccati in prima persona, ritieni improbabile che una persona che lavora in un ufficio e che mantiene tra l’altro uno stile di vita salutare, possa ammalarsi di una patologia simile.

Allora ci si accorge che tutti noi siamo esposti a questo rischio e che non è solo, come nella maggior parte dei casi, nell’ambito lavorativo che ci può coinvolgere, ma anche a livello ambientale.

Papà ha affrontando la malattia con grande coraggio e dignità, combattendo fino a che le forze l’hanno sostenuto, percorrendo tutte le prove che la malattia richiedeva per tentare di sconfiggerla.

Da questa dura e dolorosa esperienza è nato in me il desiderio di fare qualcosa per contrastare l’indifferenza e la poca conoscenza che si registra sul problema dell’amianto, ma soprattutto per aiutare in qualsiasi modo possibile coloro che sfortunatamente dovessero trovarsi a vivere tale situazione. Antonio Schiavo



 

 Racconto di Monica :

 

Sarò breve nel raccontare la storia di Sergio: marito e padre stupendo, che amava la vita e che avrebbe avuto ancora tanto da dare se il MESOTELIOMA, questa terribile malattia, non ce l’avesse portato via a pochi giorni dal compimento dei suoi 55 anni.

Poiché ha lavorato come operaio tornitore in più ditte, non si è ancora riusciti ad appurare dove possa avere respirato la polvere di amianto.

Proprio per questo, la sua non è stata riconosciuta come malattia professionale, anche se in una di quelle aziende è ancora presente il tetto in eternit.

Durante la malattia diagnosticata nel settembre 2012, ha lottato con tutte le sue forze per combatterla. Insieme ci siamo recati dai migliori medici di Lecco, Milano e Campione D’Italia, purtroppo senza trovare una cura che potesse fermare la malattia......solo chemioterapie e tantissima morfina per cercare di alleviare il dolore, ma con pochi risultati perchè questo non l'ha mai abbandonato..... ANZI !

Vedere un giovane uomo  nel pieno della vita  soffrire e consumarsi giorno dopo giorno è stata una sofferenza atroce anche per noi.

Le uniche soddisfazioni che ha avuto in quel periodo sono state:

accompagnare la sua "bambina" il giorno del matrimonio, un mese prima che ci lasciasse, e...sistemare tutto affinchè la sua famiglia da sola potesse ANDARE AVANTI senza fatica.

Spero solo che la sofferenza di tutte le famiglie che hanno provato  questa  terribile esperienza possa far riflettere sulla pericolosità dell’AMIANTO e tutti insieme si lotti per un'aria sana.

 

  

 

 Racconta Cinzia e Fausto :

 

Nostro papà Angelo Manzoni di anni 76 ha sempre avuto una buona salute fino a ottobre 2012 quando un giorno scendendo da una passeggiata in montagna ad un tratto sentì un dolore forte sul fianco destro con mancanza di respiro. Il medico di famiglia prescrisse subito una lastra e gli diete un antibiotico pensando a una pleurite.

Nonostante le cure la situazione andava peggiorando e arrivati in ospedale con prescrizione medica ci confermarono la diagnosi di pleurite con versamento , prescrivendo ulteriori accertamenti trai quali la tac, ma gli esami risultarono errati e passarono altre settimane, prima di scoprire che aveva il mesotelioma !

Da quel giorno due ricoveri a Rozzano per prelevare il liquido e successivamente torascopia con talcaggio . Purtroppo ci confermarono che questa malattia non lasciava molte strade da intraprendere , quindi chemioterapia con alimta- carboplatino e ci sconsigliarono ogni tipo di intervento…Eravamo disperati e increduli: come poteva essere accaduto ? Nostro padre aveva lavorato dapprima in negozio di alimentare e successivamente in Banca per 17 anni … questa malattia colpiva chi aveva lavorato con l'amianto ..!! Per fortuna abbiamo conosciuto un forum

http://www.intopic.it/forum/salute/mesotelioma/25312/p576/ composto da persone che ci hanno incoraggiato a non mollare mai e consigli tra cui quello di affidarci al dot.Mutti ricercatore su questa malattia. Dopo 4 cicli di chemio ( protocollo europeo ) ci ha così mandato dal prof. Pagan a Mestre dove il 18 aprile 2013 è stato operato dal dot. Fontana e dalla sua equipe di pleurectomia totale con una tecnica innovativa detta del calzino rovesciato, che è meno invasiva e che però ha permesso l' asportazione della pleura e di una parte di diaframma. Grazie all'intervento ,alla sua grande forza di volontà e al suo coraggio , ha avuto un anno e mezzo di stabilità , poi ad aprile 2014 si è formato un bozzo nel punto dove avevano praticato la toracentesi e quindi siamo andati a Meldola ( Forlì ) per fare 5 sedute di tomoterapia mirata.

A settembre 2014 purtroppo la malattia è cominciata a galoppare e nonostante un tentativo di chemio sperimentale associata con un farmaco ,con dolori continui , il 20 gennaio 2015 con lucidità e coscienza ci ha lasciato lasciando in noi un grande dolore e senso di ingiustizia ….

L’Inail ha riconosciuto la malattia professionale grazie però alla nostra ricerca di prove inconfutabili , ma ha riconosciuto fin dall’inizio basse percentuali di invalidità e per poter aumentare di solo mezzo punto è stato sottoposto a continue e vergognose visite .. Infatti persino dopo una visita vergognosa 4 giorni prima di morire ,gli hanno dato il 90% di invalidità proprio il 20 gennaio giorno della sua dipartita !! Per questo e per sua volontà abbiamo voluto e fondato con altri questa associazione. Desideriamo aiutare altri che ,come lui sono stati esposti all'amianto senza saperlo e vogliamo sensibilizzare i cittadini alla bonifica per scongiurare altre vittime ed avere un’aria senza amianto !